Viaggiare con i bambini è diventato uno dei temi più caldi trattati su internet. I blog dedicati al mondo “VIAGGI IN FAMIGLIA” sono sempre di più (anche Una Valigia di Emozioni ispira ad esserlo) e questo ha fatto sì che si stiano creando vere e proprie Community dove mamme e papà più o meno esperti si scambino informazioni e consigli, spesso molto importanti e a volte fondamenteli.

Io sono una assidua lettrice di blog. Ne leggo a decine. Ho cercato blog quando dovevo trasferirmi all’estero per raccogliere informazioni e consigli, ho letto decine di post quando ero incinta per preprarmi al lieto evento e consulto numerosi blog ogni volta che devo partire per un viaggio, soprattutto adesso che siamo in 3.

leggo tantissimi blog: le esperienze di altre mamme viaggiatrici mi aiutano nella pianificazione del mio prossimo viaggio

Quando dovevamo organizzare il nostro on the road in California ad esempio ho letto numerosi articoli per capire e rendermi conto quale fosse l’itinerario migliore da programmare con un piccolo viaggiatore di 3 anni. Leggendo ho capito che fare la parte interna della California in mezzo al nulla, con tappe lunghe ore, 50 gradi e la possibilità di incontrare un orso non sarebbe stata una cosa saggia ma solo una fonte di stress…per noi!

Quando decidiamo di fare un viaggio la prima cosa a cui penso è :

è una cosa fattibile per William?

Magari ci sono mamme avventura che hanno viaggiato per anni in solitaria con zaino in spalla e portano i loro bimbi ancora neonati a vedere il Taj Mahal o a scalare il K2…ma io non sono cosí.

Non mi considero Indiana Jones ma nemmeno una mamma paranoica.

Sono una via di mezzo diciamo e penso sempre, in primo luogo a lui, più che a me.

Un esempio? Da quando viaggio con un bambino mi sono dimenticata dei musei. Già era un problema portarci Stefano e farlo rimanere attento per più di 5 minuti  (non immaginate la fatica al Louvre di Parigi!) figuriamoci adesso che viaggiamo con un piccolo tiranno di 3 anni in piene crisi adolescenziali anticipate! Come potrei pretendere che mi segua per 2 ore nella visita di un museo di cui non capirebbe nulla?

viaggiare con i bambini
William e la giostra del Pier 39 a San Francisco

Ad ogni età la sua particolarità, credo io. A 3 anni non posso chiedere a mio figlio di fare qualcosa completamente lontano dalle sue corde.

Qualche settimana fa ad esempio, durante la nostra gita a Girona abbiamo dovuto “rinunciare” a visitare il museo ebraico per dedicarci invece alla scoperta di un bellissimo parco giochi. Allo stesso modo quest’estate abbiamo deciso di eliminare dalla lista di cose da fare gli Hollywood Studios perchè non adatti  a bambini della sua età e di concentrarci invece su cose che anche lui avrebbe apprezzato, come ad esempio un pomeriggio al parco Balboa a bordo di un trenino o cavalcando un pony.

Diventare genitori cambia la vita, è inutile negarlo. La impreziosisce, la migliora.

Se quando eravamo giovani studenti viaggiavamo in un modo (levatacce, ostelli in camerate, uscite serali, ecc) adesso inevitalbilmente costruiamo il nostro viaggio in modo diferente, su misura per lui.

IL MIO PRIMO VIAGGIO DA MAMMA

Viviamo all’estero da quasi 6 anni e William ha volato la prima volta quando aveva 40 giorni.

Dopo una gravidanza fisiologica e meravigliosa, durante il parto a causa di qualche difficoltá i medici decisero di intervenire e far nascere il piccolo con un cesareo. Tutto andó poi benissimo  e, tranne qualche piccola difficoltá iniziale con l’allattamento, William fu uno di quelli che definiscono “easy baby” per cui zero coliche, nanne notturne meravigliose, cacche importanti da subito senza necessitá di ricorrere a metodi alternativi (non so se lo sapete ma quando sono neonati il principale argomento di discussione è la cacca. Si analizzano forme, colori e quantità 🙂 ), eccettera eccetera. Decisi cosí di tornare a Genova un paio di settimane per far conoscere il piccolo Royal baby alla mia famiglia. Stefano doveva lavorare quindi sarei dovuta andare da sola.

No problem! Ce la faccio!

viaggiare con i bambini
primo volo di William

Prenotai il volo per un sabato mattina, Stefano poteva accompagnarmi a Schiphol in macchina e partendo alle 12 non avremmo dovuto fare le corse. Cosí fu. Ad aspettarci a Linate i nonni, emozionati come non mai.

Feci peró un gravissimo errore: decisi di viaggiare con la carrozzina del trio! Mai, mai mai piú!!!!!!!

Per fortuna tutto lo staff Alitalia mi aiutó tantissimo e non si puó certo dire che mi trovai in difficoltà..ma viaggiare con quel catafalco pesantissimo non mi rese la vita troppo semplice…anzi!

viaggiare con i bambini
I love Babywearing

 

Da quel giorno decisi che viaggiare con i neonati si puó, ma ad una condizione: in fascia! Il babywearing é il miglior alleato per una mamma che vuole viaggiare con un bambino appena nato.

Diventai una vera temeraria e feci avanti e indietro diverse volte, sola con William. A Natale andammo a Cosenza dai nonni paterni, facendo scalo a Roma Termini per poco piú di un ora. Ancora una volta la fascia mi salvó la vita. William si faceva delle mega dormite e per me muoversi tra checkin, controlli di sicurezza, gate, scali e ritiro bagagli fu un gioco da ragazzi,

Adesso che ha 3 anni la situazione é decisamente cambiata…e ve lo dico con tutta onestá, mi manca quel ragnetto di 4 kg che dormiva indisturbato per ore senza che nulla potesse scalfirlo! 😊

COME ORGANIZZARSI QUANDO SI DECIDE DI VIAGGIARE CON UN BAMBINO?

Quando decidiamo di partire adesso guardiamo gli orari dei voli e la durata del viaggio totale (uno scalo di 1 ora é ben diverso da uno scalo di 7 ore e mezzo). Quando dobbiamo andare a Cosenza alla fine optiamo sempre per Alitalia con scalo corto a Fiumicino, per evitare gli sbattoni fatti quando potevamo farli (notti in pullman o in treno, arrivi all’alba, e altri viaggi della speranza simili).

Prima la parola d’ordine era RISPARMIARE…ora é SPENDERE POCO MA USANDO LA TESTA!

La stessa cosa vale per gli hotel. Prima si andava in ostelli da 57 posti letto misti e bagni in comune, adesso solo hotel con bagno in camera dove il primo punto che controlliamo é la pulizia! Booking.com ci aiuta in questo, in quanto le recensioni sono “certificate” da chi ha soggiornato realmente nell’hotel in questione.

Stesso discorso vale per l’assicurazione medica. Se prima non mi ero mai posta neanche il problema del dover stipulare un’assicurazione, adesso è la prima cosa a cui pensiamo, soprattutto per viaggi intercontinentali.

La vita cambia, cambiano i punti di vista, le prioritá, le necessitá…ma questo non significa che non si possa fare. Viaggiare con i bambini si puó ma con dei piccoli accorgimenti e tenendo a mente che se si fanno le cose “su misura” per loro allora tutto fila liscio e non si hanno problemi.

Non ci saranno quindi nottate in discoteca o cene al ristorante di lusso, ma ci saranno passeggiate per le vie della cittá, giornate in spiaggia, pic nic al parco, serate in hotel, pigiama party o pizze a domicilio in camera ma tutto questo sará fondamentale per voi, per la crescita di vostro figlio, per costruire ricordi ed emozioni.

La cosa che mi mi è rimasta nel cuore delle vacanze estive con la mia famiglia? I viaggi in macchina e la musica che ascoltava mio papá. Nomadi, Camaleonti, Dik DIk, Tazenda erano la colonna sonora delle mie estati in Sardegna.

I ricordi restano impressi nella memoria, anche se c’è ci vi dirà che i bambini non si ricordano nulla e che non ha senso viaggiare finchè sono piccoli. William ha 3 anni e ha vissuto avventure che magari non si ricorderà tra qualche anno, per quello ci sarò io, ci sarà questo blog e ci saranno le centinaia di foto scattate da papà Stefano che ritraggono la felicità e la meraviglia nei suoi occhi.viaggiare con i bambini:primo bagno nell'oceano

 

 

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12 Comments

  1. Bellissimo articolo!
    Anche io sono stata fortunata con un “Easy baby”. Abbiamo viaggiato molto, anche se non abbiamo mai rinunciato ai musei perché “la bellezza salverà il mondo”. Così lo abbiamo abituato.
    Ovviamente è questione di approccio e di riuscire ad incuriositi; ma se lo fai nel modo giusto, ti stupirai di quanto sono capaci di apprendere e capire anche se sono piccoli.

    • alessia.1983 Reply

      posso chiederti da che età? perchè noi con William se non facciamo cose movimentate non riusciamo…da quando ha inziato a camminare vuole scoprire il mondo e so già che se lo porto in uno spazio chiuso, senza attività su misura per lui, impazzisce. lui deve correre, saltare, muoversi..

    • alessia.1983 Reply

      così come non lo costringo a stare seduto a tavola oltre il tempo necessario, non voglio che si senta “costretto” a fare qualcosa che a 3 anni non capirebbe…

  2. Che nell’articolo e che modo sereno di interpretare il viaggio in famiglia. Per noi l’inizio purtroppo non è stato dei più semplici, ma sono fiduciosa di riuscire a recuperare e piano piano far appassionare il mio piccolo esploratore a viaggi su misura (per lui, ma anche per me).

  3. Con i bambini si può viaggiare eccome… certo, bisogna modulare un po’ gli itinerari in base alle loro esigenze. I bambini sanno essere dei piccoli viaggiatori curiosi, basta abituarli e incuriosirli

  4. Mi sembra di leggere i miei pensieri! Abbiamo tantissime cose in comune 🙂

  5. secondo me il segreto è programmare percorsi ed escursioni cercando di accontentare tutti, non importa se a Parigi trascorri 1/2 giornanta a giocare con le barchette in una fontana, non è tempo perso, è accolgliere il desiderio di uno dei viaggatori che ricambierà la cortesia scarpinando in lungo e in largo con te. l’altro trucco è stimolarli, caricarli a molla prima della visita, se sanno cosa guardare sono meglio degli adulti.

  6. Sto scrivendo e ho le lacrime agli occhi! Questo post è stra bello! È talmente tanto sincero, puro e pieno di amore che anche se lo rileggessi 100 volte continuerei ad emozionarmi! Viaggiare con I figli cambia il modo di vedere il mondo ma lo si può vedere con 2 occhi in più 😉

  7. Abbiamo viaggiato molto da fidanzati e sposati e quando abbiamo avuto irene (ormai 15 mesi fa) le uniche certezze erano che l’avremmo amata e che avrebbe viaggiato insieme a noi! E così è stato
    In 15 mesi ha fatto già molte esperienze di viaggio, dalla montagna a 3 mesi, al mare in Sardegna a 9 mesi e a natale tra New York e Boston
    E se posso essere sincera sono stata in America molte volte ma mai l’ho amata come questa volta, il viaggio con lei è stato meraviglioso

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