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UNLEARNING -La vita comincia alla fine della tua zona comfort, è’ questo il titolo del film-documentario che ho appena visto.

La storia di una famiglia  genovese che decide di mollare tutto per dedicarsi a un viaggio, alla scoperta di realtà diverse, di famiglie diverse, di persone che hanno deciso di cambiare completamente la loro vita. Senza soldi, senza auto, senza prenotazioni, senza piani!

Sono ancora un pò scossa, se vogliamo dirla così. Unlearning ti sbatte in faccia la dura e cruda realtà. Lavoriamo 8 ore al giorno, passiamo fuori casa 10 ore (se va bene), la sera siamo stanchi e parliamo solo di problemi, se non ci anestetizziamo davanti alla tv, vediamo i nostri figli 2 ore e deleghiamo la loro educazione a qualcun’altro, scuola, baby sitter, oratorio, etc.

Da quando è nato William ho sentito molto il richiamo della natura…allattamento materno, sonno condiviso, babywearing, ma anche alimentazione vegana, tagli agli sprechi, vita piu’ ecologica, lavorare meno per vivere di piu’. Nel mio piccolo sto cercando di fare qualcosa per scendere dalla ruota e vivere una vita felice, ma poi vedi un film del genere e sbam! Una secchiata di acqua fredda!

Per carità, mi ritengo lontanissima dallo stile hippy e da alcune reltà che Lucio, Anna e Gaya hanno incontrato nei loro 6 mesi di viaggio..per intenderci, non vivrei mai in una tribu’ di nudisti itinerante :-), ma la vita, come siamo abituati a viverla oggi, non mi piace tantissimo. Mi manca il vivere insieme agli altri, avere un contatto maggiore con la natura. L’ essere piu’ che l’avere.

Credo sia importante rendersi conto che non bisogna essere per forza fricchettoni, con i rasta e i peli sotto le ascelle, vestiti colorati e a piedi scalzi, per non abbracciare completamente la società moderna. Credo sia comunque importante fare scelte consapevoli che possano migliorare noi stessi e il mondo che ci circonda. Penso che dobbiamo insegnare ai nostri figli il rispetto, per noi stessi, per gli altri, per gli animali e la natura, il non sprecare le risorse che abbiamo la fortuna di avere, di impegnarci per vivere prendendoci cura di noi, degli altri e dell’ambiente.

Ok forse non tutti possono mollare tutto e andare a vivere in un eco-villagio sperduto in Sicilia, a zappare la terra e impastare pane ( anche se molte volte ci ho pensato), o seguire una comunità itinerante in giro per il mondo. Abbiamo anni e anni di schemi mentali da smantellare per arrivare a quello, e forse non è neanche giusto che tutti ci arrivino.

ESSERE o AVERE?!?

Ci hanno inculcato che per essere felici dobbiamo avere…solo avere…soldi, casa, lavoro figo, vestiti fighi, giochi costosissimi per i nostri bambini. Tutto ciò che è “naturale” ci è stato lentamente cancellato dalle nostrementi…sì, un bel lavaggio di cervello! E quindi i bambini appena nati si tengono lontani dalle mamme e si “trasportano” nel passeggino piu’ caro che ci sia sul mercato (noi da buoni consumers abbiamo preso un trio Peg Perego full optional!), si alimentano a latte artificiale, che è la cosa migliore che ci sia, e si svezzano a 4 mesi a suon di omogenizzati, si riempono di giochi plasticosi e si rincoglioniscono davanti alla tv piena zeppa  di spot pubblicitari. Ricetta perfetta per crescere futuri consumatori perfetti, proprio come lo sono stati prima di loro i genitori!

Anche noi abbiamo fatto i nosti “errori”, quindi appunti vai di Peg Perego, set di biberon, che “se per caso non ho abbastanza latte almeno li ho già in casa”, sterilizzatore e via così. Per fortuna poi è nato William, e lui ci ha riportati sulla retta via. Lui ci ha insegnato che non serviva nulla di tutto quello che avevamo comprato o ci avevano regalato. Perchè davvero, non ci serve nulla per essere felici e stare bene, ce lo fanno solo credere, soprattutto quando si parla di neonati e bambini. Loro hanno solo bisogno dei genitori, del loro amore, e poche altre cose.

COSA POSSIAMO FARE PER SCENDERE DA QUESTA GIOSTRA?

Mi sono dilungata troppo, scusate, sono ancora provata dal film dei miei nuovi amici, a cui offrireremo vitto e alloggio a Barcellona, ma ecco, volevo dire che nel nostro piccolo qualcosa possiamo farla. Possiamo in qualche modo dire no, io non accetto tutto questo. Possiamo decidere di cambiare radicalmente le nostre vite, ma anche solo rallentarne i ritmi, per goderci di piu’ il nostro tempo. Ce lo dobbiamo e lo dobbiamo ai nostri figli!

Il film non è scaricabile on-line ma potete vederlo durante il tour. Potete leggere tutti i dettagli del progetto e la loro storia sul loro sito  e seguirli su facebook.

 

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15 Comments

  1. ciao! Il tuo articolo è bellissimo ed esprime molto bene ciò che sto cercando di fare. So di per certo che c’è una soluzione a questa pessima prassi di lavorare per avere il denaro utile da spendere nel tempo libero, o per acquistare oggetti inutili.
    …ecco, so che siete una soluzione ma faccio veramente fatica a trovarla! Continuiamo a cercare!!
    🙂
    Vado subito a vedere il sito unlearning! Speriamo che mi dia una mano a capire chi sono e che cosa voglio!
    Un bacio
    Alessia

  2. Bellissime parole e soprattutto vere. Credo che per alcuni la felicità sia effettivamente possedere cose e avere soldi ma per altri no. E’ importante che ciascuno di noi trovi la sua dimensione, il suo equilibrio e la sua felicità con i suoi compromessi. E tu lo stai facendo. Buon anno!

  3. Condivido il tuo punto di vista e le tue parole. Posso dire che la nostra generazione è fatta da donne e mamme più consapevoli che si fanno molte domande e cercano strumenti per ripensare la propria vita. E non si finisce mai di mettersi in discussione.

  4. Condivido totalmente il tuo pensiero! Vorrei rallentare, vivere e dedicare più tempo al contatto umano più che al mondo digitale e al loop casa-lavoro-casa che travolge giorno dopo giorno. Spero di riuscirci un giorno. Per ora è difficile rallentare, le opportunità lavorative non lo permettono :/

  5. Mi sembra una scelta di vita un po’ estrema, specialmente l’homeschooling che i protagonisti di Unlearning citano nel loro sito, però come dici tu è giusto non conformarsi, ma fare quello che davvero sentiamo giusto per noi. Proprio riguardo ai bambini mi è capitato in Italia una cena indimenticabile – non in senso buono – in cui l’unico bambino presente urlava e si agitava perché voleva assaggiare la pizza a tutti costi mentre la madre voleva dargli l’omogenizzato… in Inghilterra invece ho visto i miei nipoti assaggiare qualsiasi cosa non piccante o speziata tagliata per loro a piccoli pezzi e ti assicuro che non hanno lasciato niente e neanche li sentivamo durante la cena! Certe volte davvero ci facciamo condizionare troppo da cosa ci dicono che è giusto fare!

    • alessia.1983 Reply

      Eh si… Quanta ragione! Spesso decidiamo noi la strada e non ascoltiamo i nostri figli. Per la cronaca William a 6 mesi ha iniziato a mangiare le trofie al pesto…. Altro che pappette! 🙂

  6. Nel tuo blog scopro sempre dei racconti o delle storie che mi colpiscono. Proprio come la storia di Anna, Gaia e Lucio. Una storia che fa davvero riflettere sul modo in cui viviamo e il primo passo per cambiare le cose è proprio la consapevolezza seguita a ruota da una strategia. Grazie!

    • alessia.1983 Reply

      Grazie a te per avermi letta e per le belle parole 🙂

  7. ilaria da lucca Reply

    Non ho visto il film a cui ti riferisci, ma nella mia esperienza di mamma adottiva ho visto bene come si comportano le mamme dei paesi “poveri” dove davvero non esiste nulla e anche sopravvivere è una scommessa quotidiana. Già questo è un bel bagno di umiltà che ogni tanto servirebbe ripercorrere per essere noi stessi e non le cose che abbiamo. Le scelte estreme poi non sono del tutto necessarie, spesso basta solo il buon senso.

  8. Che bel post, dice tante verità… spesso siamo troppo inseriti in schemi che non ci appartengono, ma solo “perchè si fa così”. Che bello ogni tanto uscirne, non per forza con scelte estreme, basta solo un piccolo passo.

  9. Bello il tuo articolo. Concordo… Dobbiamo sforzarci di avere una vita più semplice, basata sui veri valori anziché esclusivamente sulle cose materiali

  10. Ho letto questo tuo post tutto d’un fiato, e non posso che condividere ogni tuo pensiero! Io non sono ancora entrata nell’ansiosa giostra lavoro-casa-problemi-tv (mi sto barcamenando tra lavoretti temporanei e colloqui di lavoro veramente deprimenti), e devo ammettere che sono spaventatissima all’idea di dover passare fuori casa 10 ore , 5 giorni a settimana, con pochissimo tempo per me e i miei cari. Mi piacerebbe trovare una via alternativa, sto studiando vari modi per farlo ma brancolo ancora un po’ nel buio.. Ma non mi arrendo, e nel frattempo mi piacerebbe vedere questo film-documentario 🙂

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