Quali sono le tradizioni natalizie in Catalunya? É proprio il caso di dirlo: Paese che vai, usanza che trovi.

È finalmente iniziato il mese di dicembre, quello piú magico di tutto l’anno, quello che se si vive con il giusto spirito sa dare emozioni. Le strade si riempono di luci colorate, le vetrine di addobbi rossi, la gente di “ansia da prestazione per la corsa ai regali” e tutto questo ci accompagna fino al giorno piú atteso da tutti, il 25 dicembre, il giorno di Natale.

Da quando viviamo all’estero abbiamo dovuto imparare a vivere rispettando e magari abbracciando nuove tradizioni e usanze popolari, cosí se per i 5 anni in Olanda ci siamo dovuti momentaneamente “dimenticare” del nostro Babbo Natale e dei suoi amici elfi, per far spazio a Sinterklass e ai suoi zwarte piet, da quando viviamo in  Spagna abbiamo dovuto mettere in un angolino la nostra tanto amata/odiata Befana per dare il benvenuto a los Reyes (i Re Magi).

La Catalunya è una regione ricca di tradizioni natalizie e avendo un bambino di 3 anni, che frequenta un asilo 100% catalano,  abbiamo iniziato a documentarci per imparare a  conoscerle e, volenti o nolenti, a condividerle.

Alcune sono un pó strane lo so, e leggendo questo post capirete a cosa mi riferisco, ma non possiamo tirarci indietro quando si tratta di far crescere nostro figlio nell’atmosfera magica del Natale, giusto?

LA CACCA: PROTAGONISTA DELLA TRADIZIONE NATALIZIA

Innanzitutto vi voglio dire che c’è una cosa che accomuna le due piú conosciute e diffuse tradizioni natalizie in Catalunya: la cacca! Si avete capito bene… la pupú, la merda, l’escremento. Lei!

Il primo protagonista di questo periodo, nelle case dei catalani é infatti il CAGA TIO, un tronco di pino con sembianze umane (occhi e bocca) che a partire dell’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione,  entra a far parte di tutte le famiglie. Ogni giorno il Caga Tio  viene nutrito e protetto da una copertina affinché non senta freddo. Con l’arrivo della Nochebuena, il 25 dicembre, infine il Caga Tio, mentre si canta una canzoncina scritta per l’ occasione,  verrá colpito con un bastone affinché “defechi” regalini e dolciumi.

I caga tio in questi giorni sono ovunque e non mancano le occasioni di piazza con Caga Tio giganti e vere e proprie cerimonie di defecazione.

La tradizione vuole che i regali cagati dal Caga Tio siano piccoli pensieri…in quanto saranno i Re Magi, il 6 gennaio a portare quelli veri.

tradizioni natalizie in Catalunya: il Cagatio
cagatio

Ma passiamo al secondo protagonista, forse il piú simpatico e curioso, signore e signori vi presento il cagone, il caganer.

Il caganer é un personaggio che troviamo in tutti i presepi catalani.  Un signore con i pantaloni abbassati, infrattato dietro un albero o tra il muschio, giustamente ha bisogno di un pó di privacy, intento a… cagare appunto!

tradizioni natalizie in Catalunya: el caganer
caganer

Sempre di merda si parla, e a pensarci bene anche noi abbiamo uno strano rapporto con la cacca. Se ne pestiamo una diciamo che porta fortuna, e gli attori a teatro si dicono “merda” 3 volte come incoraggiamento prima di entrare in scena.
D’altronde si sa…se caghiamo significa che abbiamo mangiato…quindi augurare a qualcuno di cagare vuole in qualche modo augurargli di avere i soldi necessari per comprarsi cibo. In altre parole si augura prosperitá e ricchezza. Anche se, per quanto riguarda la tradizione teatrale, la spiegazione é un’altra. Nei secoli passati, quando ancora non c’erano le automobili e le persone si muovevano in carrozze trainate da cavalli, la sera dello spettacolo il fatto che le strade circostanti al teatro fossero piene di merda significava una massiccia presenza di carrozze e quindi di pubblico. Da qui l’abitudine di dirsi tra attori “merda!merda!merda!”. Il fatto che ce ne fosse molta significava avere tanto pubblico, che é ció a cui aspira ogni attore di teatro.

Tornando al Caganer, alla fiera di Santa Lucia, un must natalizio nella capitale catalana, le numerose bancarelle sono piene di questi bizzarre statuine e negli ultimi anni si é fatto diventare cagoni anche personaggi famosi: politici, membri della Famiglia Reale e sportivi tra tutti. Un pó come le statuine del presepe che si possono acquistare a Napoli in San Gregorio Armeno, la via piú pazza e magica di tutta la cittá, ugualmente qui a Barcellona il personaggio del caganer prende sembianze diverse a seconda della fantasia dell’artigiano che lo produce.

caganers
caganers

Ma passiamo alla cucina, perché anche qui come da noi, si passano le feste natalizie in famiglia, seduti intorno alla tavola, impegnati per 2 giorni a mangiare.

Ho chiesto un pó alle mie colleghe quali fossero i piatti della tradizione culinaria catalana in generale e ve ne parleró in un post dedicato piú avanti, oggi voglio solo raccontarvi quello che mi hanno detto del natale e delle sue piú tipiche tradizioni.

Beh, se a Genova il 24 mangiamo il Cappon Magro, piatto che per altro io adoro, se a Cosenza il giorno di Natale si fa la testina di agnello e il 26 il brodo alla santé, qui in Catalunya il 25 di dicembre é il giorno del bollito, la carn d’olla, in quantitá abbondanti che tornerá utile il giorno successivo quando le tavole dei catalani verranno imbandite di cannelloni ripieni, appunto della carne avanzata dal giorno di Natale.

Come da noi anche qui non mancherá la frutta secca, mandorle, noci e pistacchi, ma i veri protagonisti dei pomeriggi natalizi saranno loro: turrones, polvorones y neules, dolci ricchi di zucchero e grassi, non proprio indicati per i diabetici o per chí come me é sempre a dieta!

tradizioni natalizie in Catalunya: turrones, polverones
turrones y polvorones

I  turrones (torrone) sono a base di miele, zucchero e mandorle, e altri ingredienti come bianco d’uovo, nocciole, cioccolato, etc, mentre  Neulas e polvorones hanno farina, strutto di maiale o burro. Cosucce leggere insomma!

Ma passiamo oltre, arriviamo a Capodanno. Se in Italia festeggiamo con lenticchie e cotechino, come augurio di prosperitá e ricchezza, qui in Spagna si festeggia l’arrivo del nuovo anno con 12 chicchi di uva. La tradizione vuole che allo scoccare della mezzanotte, anziché scambiarsi baci e abbracci, gli spagnoli mettano in bocca un chicco d’uva per ogni rintocco dell’orologio. L’uva viene preparata in anticipo se si festeggia in casa tra amici e parenti, o viene offerta inclusa nel prezzo della cena, se si decide di passare la Nochevieja in un ristorante.

E poi arriva l’Epifania, che tutte le feste porta via.

No qui non ci sará la vecchietta con il nasone, che arriva a bordo di una scopa, per portare il carbone ai bambini che si sono comportati male e caramelle e cioccolatini a chi si é comportato bene ma il 6 gennaio arriveranno i Re Magi.
Gaspare, Melchiorre e Baldassare sono i veri protagonisti del periodo natalizio in Spagna e sono quelli che i bambini piú attendono durante queste settimane. Negli ultimi anni si celebra anche Papa Noel (Babbo Natale) in arrivo con la sua slitta durante la notte del 24 dicembre, la Nochebuena appunto, la stessa de Caga Tio, ma la vera tradizione spagnola dice che siano i Re Magi a portare i doni ai bambini. E se in Italia si usa appendere una calza al camino (per chi lo ha) in attesa della Befana, qui si usa una scarpa sul davanzale che verrá riempita dai doni portati dai 3 Re.

La Cabalgata de Reyes é la sfilata allegorica che viene organizzata ogni anno e che percorrerá le principali vie della cittá il 5 gennaio per 3 ore, a partire dall 18.00. Oltre ai Re Magi che arriveranno in barca direttamente dal lontano oriente , ci saranno i loro aiutanti( la campagna per la ricerca di volontari dagli 8 ai 99 anni è giá iniziata), che distibuiranno doni e dolciumi a tutti i bambini presenti. Appuntamento quindi alle 18 al Parco della Ciutadella, la sfilata percorrerá Via Laietana, Placa Urquinaona, Plaza Catalunya, Placa Universidad hasta llegar a Placa de Espanya.

Il 6 gennaio é anche il giorno del Roscon de Reyes, un dolce tradizionale a forma di ciambella, ripieno di panna o crema e adornato di frutta caramellata e mandorle. Al suo interno 2 sorprese: una figurina di plastica e una fava secca. Chi troverá la prima sará il RE della serata e indosserá la corona (se il Roscon si compra la corona é inclusa nella confezione, se si fa bisogna pensare anche a lei), mentre chi troverá la fava secca dovrá pagare il Roscon se non vuole avere sfortuna per tutto l’anno.

tradizioni natalizie in catalunya: el roscon de reyes
Roscon de Reyes

 

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10 Comments

  1. Ho riso tantissimo per il Caga Tio, grazie per aver condiviso queste tradizioni “caccose” 😉

  2. Effettivamente, anche da noi si dice che se pesti la cacca porta fortuna!!! Devo dire che è proprio curiosa questa tradizione….di merda! 😀

  3. Ho riso un sacco! Non avevo idea di queste tradizioni così… Colorite! 😂 un articolo molto interessante, è bello conoscere le tradizioni natalizie degli altri paesi!

  4. Ho vissuto in Irlanda e in Germania: so cosa vuol dire lasciare da parte le proprie tradizioni per far entrare nella propria vita quelle del paese in cui si vive!
    Non ho molta confidenza con la Spagna e ho riso come una matta a leggere il tuo post. Per me e´ stata una gran scoperta 🙂

  5. E Caca Tio sia!!!! Me ne procuro subito uno…. simpaticissimo! Bello imparare le tradizioni degli altri paesi, per quanto strane possano essere 🙂

  6. Ahah che spettacolo il Caga Tio! Ho sempre considerato gli spagnoli troppo uguali a noi, ma vedo che ogni tanto qualche differenza spunta. Forse perchè sono catalani e non spagnoli? 😜

  7. Tempo fa ho ricevuto in dono un caganer per il presepe… non ti dico la mia faccia quando l’ho visto 😂 😂 😂

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