Tornare a Malaga era una di quelle cose che volevamo fare da 10 anni, da quando, quella calda mattina di luglio, tra le lacrime, la lasciammo per tornare alle nostre vite in Italia. Io e Stefano ci siamo conosciuti a Malaga durante il nostro Erasmus. Lì è nato tutto.

Un anno di fiesta e vida loca, ma anche di amicizia, crescita e amore.

Malaga mi ha fatto diventare grande. Ho imparato a rapportarmi con persone nuove, molto diverse da me, a cavarmela da sola. A racapezzarmi con la burocrazia universitaria prima e a imparare a contare solo su me stessa poi. Trovare la casa giusta , fare la spesa, cucinare cercando di mangiare il più sano possibile (anche se a fine Erasmus ero ingrassata di almeno 5 kg :-)), muovermi in una città che non consocevo, trovare un gruppo e partecipare alle attività buddiste e mille altre cose.

Malaga mi ha regalato un anno magico, mi ha accolta e mi ha coccolata. Rimarrò sempre legata a questa meravigliosa città e non smetterò mai di pensare a quel periodo con tanta nostalgia .

Abbiamo aspettato 10 anni per tornare, forse avevamo paura che potesse deluderci, forse non eravamo ancora pronti. Certo è che il nostro ritorno è stato emozionante e si è rivelato meglio di quanto potessimo aspettarci.

L’ ARRIVO A MALAGA: IERI E OGGI

10 anni fa arrivare a Malaga era parecchio complicato. Esisteva un solo volo dal Nord Italia, operato da Easyjet alle 7 del mattino. Ancora ricordo quando all’alba di una fresca mattina di metà settembre la mia amica Elisa accompagnò me e Matteo (altro amico in Erasmus con me) a Malpensa. Ero carica di roba e al check-in mi fecero pagare una sovrattassa per il bagaglio in eccesso. Le mie suppliche non servirono a far cambiare idea alla signorina. Lo sapevo che dovevo andare all’altro desk! Sbaglio sempre in queste situazioni! 🙂

In realtà il mio trasferimento avvenne in due puntate. A inizio mese andai da sola e lì mi attendeva Ivan, un ragazzo milanese conosciuto su un forum di ragazzi che avrebbe fatto l’erasmus a Malaga. Prenotammo 5 notti di ostello e insieme cercammo casa. L’inizio è sempre molto difficile e avere una compagnia si rivelò la scelta giusta! Abbiamo girato in lungo e in largo per vedere le varie stanze in affitto, sotto un sole cocente e un caldo asfissiante. La sera invece iniziavamo a familiarizzare con la città, a perderci per il centro, a conoscere gente anche se la maggior parte dei nostri colleghi arrivarono nei giorni a seguire.

Tornai a Genova un paio di settimane, per non so quale motivo,e ritornai a Malaga con Matteo intorno al 18 settembre. Avevo già una stanza, conoscevo la città e avevo già fatto alcune amicizie….ormai il peggio era passato!

Oggi raggiungere Malaga è molto più semplice. Da Barcellona ci arrivano Vueling e Ryanair ma anche dall’Italia ho visto che le cose sono cambiate. Rimane l’Easyjet , non più all’alba da Malpensa, ma anche il Ryanair da Bologna o da Treviso, e Vueling o Alitalia da Roma. Certo non parliamo di decine e decine di collegamenti, ma da una parte forse è meglio così.

MALAGA: LA PERLA DELLA COSTA DEL SOL

Malaga gode di un ottimo clima praticamente tutto l’anno e vive principalmente di turismo. Non immaginatevi il turismo becero che si può trovare a Barcellona o ad Amsterdam. Troverete certamente qualche gruppo di ragazzi o ragazze del Nord Europa festeggiare i loro addii al nubilato/celibato con travestimenti improbabili e divertenti, ma quello che mi ha colpita oggi come allora, è stata la presenza di turisti adulti e famiglie.

Chi non conosce la città si chiederà: beh, cosa c’è di tanto bello a Malaga? Ci arrivo subito!

COSA FARE E VEDERE A MALAGA

Innanzitutto Malaga è in Andalucia, e solo per questo merita una visita. L’ Andalucia è la regione di Spagna con più storia, tradizione, bellezza e arte di tutto il Paese. Non me ne vogliano i catalani ma è così! :-p L’ Andalucia è la vera Spagna, quella semplice, povera, aperta. La Spagna che tutti noi ci immaginiamo.

Vi lascio uno spot pubblicitario che mi fa venire i brividi ogni volta che lo guardo.

A Malaga ci sono tantissime cose da vedere:

  • Il centro storico: ne ero innamorata 10 anni fa e oggi l’ho ritrovato ancora più bello. Pulito, curato, pieno di vita di giorno, così come di notte. Una cosa che ci “divertiva” 10 anni fa era aspettare gli spazzini per vederli pulire le strade con le pompe dell’acqua. Questa bella abitudine non è cambiata. Ancora oggi, ogni notte, intorno alle 12.30, flotte di spazzini percorrono le vie del centro con i loro idranti e puliscono tutte le strade. La pavimentazione tipica di mattonelle in marmo bianche brilla. Non solo le vie principali che sono un must per una passeggiata come Calle Larios, calle Granada, Plaza de la Costituciòn, Plaza Uncibay, Plaza de la Merced, ma anche tutte le viuzze e i vicoletti intorno.

 

ritorno a Malaga
calle Larios

il nostro ritorno a Malaga

  • La Cattedrale : il suo nome completo è Nuestra Señora de la Encarnación ma tutti la conoscono come la Cattedrale. Ci sono voluti ben 2 secoli per costruirla e ad oggi non è ancora terminata. Manca infatti la torre sud, da qui il nome la Manquita, incompiuta per mancanza di fondi. Si narra che il denaro pubblico destinato al compimento di questa opera sia stato utilizzato per finanziare la guerra in America. Oggi si è deciso di lasciarla così, davvero unica al mondo.

il nostro ritorno a Malaga

  • Museo Picasso: a pochi passi dalla Cattedrale, il museo dedicato al Malagueño per eccellenza. Più di 200 opere che ripercorrono tutta la vita dell’artista e la sua storia.
  • Il Mercado Central: un mercato coperto bellissimo. Qui troverete frutta e verdura, ma anche carne e pesce, freschi e di ottima qualità. Qui venivo a fare la spesa 10 anni fa. Tornarci oggi mi ha fatto rivivere quei momenti, da ragazzina alla sua prima esperienza fuori casa che cercava in qualche modo di cavarsela da sola. Potete anche tapear e rilassarvi nella terrazza al sole. Noi abbiamo mangiato qui il sabato a pranzo e siamo stati benissimo!

il nostro ritorno a Malaga

  • Palmeral de las Sorpresas e Muelle Uno: queste due chicche 10 anni fa non c’erano e sono state una bellissima scoperta. Una passeggiata lunga un chilometro e mezzo che collega Plaza de la Marina (dove troverere l’Ufficio del Turismo) e la spiaggia de la Malagueta.
    Il muelle dos- el Palmeral de las Sorpresas è l’ideale per le famiglie con bambini. Qui troverete giardini, zone gioco, fontane e attività per intrattenere in più piccoli qualche ora. 420 palme che le danno il nome e 7400 alberi e piante tropicali. mentre il Muelle uno, inaugurato nel 2011, è più pensato per i grandi, offrendo diversi negozi oltre che bar e ristoranti
  • L’ Alcazaba, fortezza di epoca mussulmana, perfettamente conservata, rende magica la città, soprattutto la sera quando viene illuminata e crea un’atmosfera davvero magica. Fu costruita tra il 1057 e il 1063 , sorge sulla collina di Gibralfaro ed è collegata con il Castillo del Gibralfaro, che domina la città e il suo porto, da una lunga muraglia, la Coracha. La passeggiata dura una ventina di minuti ma farla con un passeggino non è il massimo. A pochi passi anche

il nostro ritorno a Malaga

  • il Teatro Romano: o per meglio dire i suoi resti. Oggi utilizzato per qualche spettacolo teatrale all’aperto.

il nostro ritorno a Malaga

  • la Malagueta: per godere pienamente di questa città è d’obbligo una tappa al mare e un pranzo a base di espetos (piatto tipico della cucina Malagueña) in qualche ciringuito. Mentre voi vi rilassate e mangiate bene, i bambini possono giocare sulla spiaggia attrezzata con giochi e aree baby friendly. Dopo il pranzo una bella siesta all’ombra, sotto le palme è quello che ci vuole ed è quello che ha reso il nostro lunedì speciale!

il nostro ritorno a Malaga

  • Pedregalejo : sono particolarmente legata a questo posto. Durante il mio anno di Erasmus venivamo qui al mare e portavamo qui i nostri ospiti, per mangiare bene e goderci un clima molto autentico e piacevole. Dal centro potete arrivarci con gli autobus 3, 11 e 34 in poco più di 20 minuti, altrimenti potete fare come abbiamo fatto noi: affittate una bici in zona Soho, alle spalle di Piazza della Marina e dell’Alameda Principal, e vi fate una pedalata di 5 km che vi rimarrà nel cuore. Fermatevi a mangiare in un ciringuito e gustatevi il pesce all’espeto. Sconsiglio la paella!

Le cose da vedere non sono finite ma purtroppo i giorni a nostra disposizione si. Abbiamo trascorso 4 giorni a Malaga pienamente, passeggiando per le sue vie e ricercando quegli odori e quei sapori che ci sono stati per noi tanto familiari. Ad ogni angolo un ricordo, un viso amico, una battuta, un abbraccio.

Mancavamo da 10 anni ma ci sembrava di essere partiti il giorno prima. Ancora una volta Malaga ci ha acconti, abbracciati e coccolati.

Continuerò a parlarvi del nostro ritorno a Malaga, promesso, questo è solo l’inizio.

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1 Comment

  1. credo che andremo presto in Andalusia, la trovo una terra ricca di cultura e tradizioni. mi hai fatto venire ancora più voglia di andarci con questo racconto!

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