E’ già passato un anno da quando abbiamo deciso di lasciare Rotterdam, una casa di proprietà, due lavori, un bel pò di amici, abitudini e certezze per trasferirci a Barcellona.

A pensarci bene sono passati ben 14 mesi e qualcosina in piu’. 445 giorni.

Abbiamo lasciato la nostra comfort zone, le nostre certezze, per un salto nel buio, una pazzia, una cavolata a detta di molti. E forse un pò hanno ragione.

Oggi mi chiedo: “cosa porta una giovane coppia (mi piace continuare a definirmi giovane) con un bambino piccolo ad affrontare un secondo trasferimento internazionale?”

Parliamoci chiaro, non siamo davanti a una famiglia Expat, con  stipendi da capogiro e benefits che solo a pensarci mi viene da piangere (affitto pagato, scuole internazionali pagate, assicurazioni mediche per tutto il nucleo famigliare pagate, ecc ecc.).

Noi ci siamo trasferiti senza tutto questo ed ecco perchè molti ci hanno detto che eravamo due pazzi, due coglioni, due incoscienti, due stupidi, e aggiungete voi altri epiteti negativi che vi vengono in mente.

Io avevo trovato un lavoro con un buon contratto è vero, ma nulla di trascendentale e nonostante questo abbiamo comunque deciso di buttarci e sfidarci ancora una volta.

Abbiamo fatto bene? Non lo so.

Quello che è certo è che ancora una volta abbiamo dimostrato di potercela fare in qualsiasi situazione. Ci siamo sgarbugliati nella burocrazia catalana, abbiamo trovato un asilo per William e dopo qualche mese abbiamo avviato tutte le pratiche per l’iscrizione alla materna (il sistema è talmente complicato che merita un post a parte anche se non so se avrò mai il coraggio di scriverlo), abbiamo cercato e trovato casa dove volevamo, Stefano ha trovato lavoro dopo un paio di mesi e non essendo pienamente soddisfatto a luglio ha deciso di cambiare trovando una posizione migliore dopo poche settimane, abbiamo  fatto la dichiarazione delle tasse, acquistato uno scooter e affittato un garage e tanto altro ancora.

Certo l’Olanda è e rimarrà per sempre nei nostri cuori per svariate ragioni. Ci ha dato la possibilità di cambiare vita e ci ha fatto diventare una famiglia. Sicuramente l’Olanda è un paese meraviglioso dove tutto funziona molto bene. E’ indubbio che il welfare dei Paesi Bassi non sia paragonabile a quello spagnolo e che i servizi offerti e la burocrazia siano a livelli altissimi (mi viene in mente l’ospedale di Rotterdam e la sanità in generale piuttosto che gli uffici comunali..)

Provo a fare un “paragone” anche se poi, soprattutto nel nostro caso, è il cuore che ha deciso, nonostante tutti i pro e soprattutto i contro, le liste dei perchè sì e perchè no, e ragionamenti vari…

  • CLIMA: beh…che ve lo dico a fare!!!!Barcellona batte Rotterdam 1 a 0 senza nessun dubbio. Qui splende il sole 350 giorni l’anno e le temperature sono sempre miti e gradevoli. Grosso neo: d’estate fa molto caldo e spesso per le strade, soprattutto vicino al mare, c’è puzza di fogna.
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primo weekend di Ottobre: William ci sballa!
  • CIBO: ti piace vincere facile Alessia??? si un pò si lo ammetto. 🙂 il cibo a Barna è ottimo! Paella & tapas se vogliamo fare i nazionalisti, ma anche la verdura e la frutta che sono fresche, saporite e a km0, l’olio extra vergine d’oliva locale, il pesce e la carne di ottima qualità.
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la REGINA!!!
  • LINGUA: tasto semi-dolente. E’ vero che lo spagnolo è una lingua facile da capire e parlare (in modo maccheronico se non si studia bene la complessa grammatica) e quindi ci si sente sempre un pò a casa ma…c’è un ma…a Barcellona si parla anche e SOPRATTUTTO il Catalano. Un mix di francese, italiano e spagnolo sicuramente comprensibile per un buon 70% ma come ogni lingua se le si vuole imparare veramente bisogna studiarla! A scuola il catalano è la lingua veicolare quindi i bambini la parlano sin da subito e continueranno a studiare tutte le materie fino all’università in catalano. Sta cosa onestamente non mi fa impazzire e a tratti mi crea scompensi umorali non indifferenti…ma iscriverlo a una scuola privata non era un’opzione visto gli eccessivi costi. Sicuramente la scuola pubblica catalana, soprattutto per quello che ho visto nel nostro quartiere, è molto buona: le strutture sono ben tenute e ristrutturate, le famiglie molto presenti (esiste l’associazione genitori in ogni istituto , l'”AMPA”, che ha voce in capitolo su diverse decisioni. Ve ne parlerò piu’ avanti), le mense interne offrono menu’ studiati da nutrizionisti, biologici e a km0, tutte le scuole o quasi hanno l’orto, vengono organizzate molte uscite didattiche sin dai 3 anni, offerte molte attività extra-scolastiche, dal calcio al volley, dal basket al pattinaggio, musica, inglese, pittura, scultura, teatro e per i piu’ piccini iniziazione allo sport, karate, conta cuentos, e altri…
  • LAVORO:ahimè..tasto dolente. Non perchè non ci siano opportunità lavorative, anzi, ma abituati e viziati dalle condizioni lavorative olandesi, abbiamo un pò sofferto della situazione catalana. La gestione è molto all’italiana diciamo..anche se per arrivare ai livelli italiani ce ne vuole! Stipendi non paragonabili a quelli olandesi, dove una semplice segretaria prende sui 2.500 euro al mese.
  • CONCEZIONE DEL LAVORO: la concezione secondo me merita un punto a parte ed è secondo me il tema piu’importante. Perchè? beh…perchè se in Olanda ci eravamo abituati che si lavora per vivere, quindi Manager con part time e tutti fuori alle 5…qui non funziona così, ma piuttosto il contrario: Si vive per lavorare! Ci sono persone che stanno in ufficio dalle 8 alle 19 e a volte pure il weekend..c’è la “mania” di fare sempre di piu’, non ne ho ancora ben capito il motivo. Dimostrare di essere piu’ bravi? Non avere una vita fuori? Non lo so. Certo è che in Olanda, per quello che ho visto io, di fronte a casi patologici come quelli che ho appena nominato, il capo ufficio prenderebbe provvedimenti. Lavorare 10-11 ore quando l’azienda te ne paga 8 non è sinonimo di qualità, anzi. Fossi io il manager non vedrei di buon occhio chi si ferma tutti i giorni 1 o 2 ore in piu’. Qui invece ti spremono come un limone e di fatto “premiano” queste persone che vivono per il lavoro (manco fossero neurochirughi come il dottor Stranamore).
  • AFFITTI: altro tasto dolente..sono alti! Barcellona è diventata una città molto richiesta e gli affitti sono schizzati alle stelle. Paragonabile a Londra, Parigi e Amsterdam…con la differenza che gli stipendi medi lì sono quasi il doppio di qui. E allora come fanno i catalani,o chi vive qui, a permettersi affitti esorbitanti ma allo stesso tempo fare colazione al bar, mangiare fuori e uscire la sera??? Misteri della fede!
  • GENTE LOCALE: direi un pareggio! E’ vero che qui si fanno 4 chiacchiere al parco piuttosto che alla fermata del bus o al supermercato con molta facilità..ma c’è da dire che qui parliamo la loro lingua, quindi interagire è molto piu’ facile e naturale di quanto lo fosse in Olanda, dove bisognava sempre scusarsi per non parlare l’olandese.
  • SPAZIO VERDE PUBBLICO: ehm…no, ancora non ci siamo! a Barcellona per trovare del verde devi andare sulle alture (come a Genova tra l’altro). Quanche sabato fa siamo stati al Park Guell (vedi foto) e lì è molto bello.S i possono fare passeggiate nel verde, pic nic immersi nella natura, con una vista mozzafiato sulla città, praticamente a 20 minuti dal centro. Anche Montjuic non è da escludere se si vuole prendere un pò di aria buona. Però…qui abbiamo il mare! La spiaggia è facilmente raggiungibile e molto attrezzata: bagni pubblici, docce, bar e ristoranti, giochi per bambini, attrezzi per fare sport, campi da beach volley e addirittura spazio dedicato al pubblico gay e altro spazio dedicato ai nudisti. In Olanda  il verde pubblico è tantissimo, penso al Westbroek Park, al Haagse Bos o al Westduinpark a Den Haag, o al Kralingse Bos a Rotterdam, per non parlare del celebre Vondelpark di Amsterdam.
  • SANITA’: pubblica quindi gratuita al 100%, mentre in Olanda si paga l’assicurazione mensile, non proprio economica. Finora non ho esperienze o commenti negativi da fare, in entrambi i casi. Spesso ci si lamenta che le visite “specilistiche” in Olanda siano difficilmente raggiungibili a causa del medico di base (Huisart) che funge da filtro. Qui la Sanità è catalana e per diritto, impadronandoti (prendendo la residenza) puoi richiedere un medico di famiglia (de cabecera) e per i bambini un pediatra. Finora mi sono sembrati professionali, attenti e celeri…giusto ieri abbiamo fatto un RX al torace d’urgenza in 1 ora e qualche mese fa ho fatto un esame del sangue completo prendendo appuntamento il giorno prima, senza pagare un euro.
  • MEZZI PUBBLICI: come per la sanità non posso parlare male neanche del trasporto pubblico. Metro, bus, tram e treni locale sono funzionali e puntuali, così come lo sono i mezzi in Olanda. Punto a favore dei Paesi Bassi: l’ovchipkaart (ve ne avevo parlato qui )

E voi, su cosa fareste altri confronti? Ho sicuramente dimenticato qualcosa che per qualcuno di voi può essere fondamentale.

Fatemelo sapere e ditemi la vostra a riguardo.

 

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15 Comments

  1. Lo aspettavo questo post… 😉 Brava Pallina obiettiva e precisa compre 👌io continuo a seguirvi come follower, amica, sostenitrice… E verremo a trovarvi sicuramente in quel di Barcellona anche se…tu sai.. Ik mis mijn Nederland! 😘

  2. Io dalla Germania mi trasferiro’ col nuovo anno in Spagna, verso Alicante, vedendo il vostro post, capisco sin d’ora che sarà quasi come rientrare in Italia con la differenza qualitativa cioè meglio che in l’Italia… boh vedremo, vi saprò dire

  3. Ciao Alessia, il prossimo anno ci trasferiamo a Maiorca e finalmente lasciamo la Svezia! Anche noi lasciamo due posti di lavoro sicuri e ben retribuiti e una casa con giardino e i più ci ritengono dei matti, ma non ne possiamo più :-), del brutto tempo, del buio, dei rapporti freddi con gli scandinavi. Speriamo in una vita sociale migliore!! Ho una domanda, hai scritto che con l’empadronamiento hai diritto ad un medico di famiglia, a me hanno dato informazioni differenti, non basta l’empadronamiento ma devi anche avere un lavoro (con contratto da dipendente oppure una ditta privata propria) altrimenti devi stipulare un’assicurazione sanitaria privata. Quale è la verità? Mi interessa saperlo perché noi ci trasferiamo senza un lavoro e stiamo cercando di capire quale è la cosa migliore da fare per avere una copertura sanitaria.
    Grazie in anticipo, un saluto dalla Svezia 🙂

    • alessia.1983 Reply

      ciao!!! grazie per essere passata nel mio blog!
      Allora, la sanitá in Spagna è pubblica quindi basta prendere la residenza (empadronamiento) per avere diritto al medico. Qui abbiamo la Sanitá Catalana e onestamente non so se nelle Baleari funziona diversamente.
      Mi informo e ti dico!

      ps: quando siete sistemati fai un fischio che veniamo a trovarvi!

  4. Io sono nel pieno di bilanci chimelhafattofareditornareinitalia per via della burocrazia assurda e degli stessi problemi sul lavoro che incontri tu 🙁 ormai sto definendo la teoria che dove il cibo è buono le condizioni di vita siano pessime e viceversa!

  5. Stefania Ciocconi Reply

    Molto interessante il tuo post! Avevo già sentito che nei paesi nordici si lavora sempre meno ore al giorno per avere più tempo libero e questa è una cosa meravigliosa 🙂 La storia delle ore in più fatte a discrezione del lavoratore l’avevo già sentita da racconti di conoscenti e non in Spagna ma a Milano, io non potrei vivere solo per lavorare!

  6. Hai fatto proprio un buon confronto tra questi due paesi così diversi, e condivido quasi tutti i tuoi pensieri! Io ho vissuto alcuni mesi a Barcellona, ma devo dire che, per quanto mi sia innamorata di questa città, non la sentivo mia.. io sono più per l’Olanda!
    Vi faccio un immenso in bocca al lupo, vedrai che con un pò di pazienza riuscirete a sistemare tutto 🙂

  7. Seguo il tuo blog da un po’ e trovo molto interessanti i post in cui racconti la tua vista catalana. Io vivo vicino a Malaga e ho un’attività in proprio, ma su certe cose che hai scritto non posso non essere d’accordo. Qui al Sud la vita costa meno, ma il settore pubblico ha qualche problema in più. Ora sono curiosa di leggere i tuoi post sulla vita in Olanda 😉

  8. Interessante il confronto dei due paesi, conosco bene l’fficenza Olandese e spesso ho pensato di trasfermirmi, se non fosse per la famiglia forse sarei già lì, certo come dici tu in compenso il tempo non è un granchè ma il modo di vivere a me piace molto. Barcellona la conosco poco ma forse assomiglia più all’Italia

  9. Ciao Alessia
    Ho letto nel tuo post quanto è difficile delle volte prendere delle decisioni così drastiche e quanto è quasi automatico fare paragoni tra il nuovo e il passato. Io credo che non decidiamo mai veramente sulla nostra vita, ma il destino che seguiamo. Barcellona è una bella città e forse quella che ti fa sentire meno la lontananza dall’Italia, in fondo ” la perfezione ” a noi Italiani a lungo andare ci sta stretta 😉 a presto

  10. bello il confronto e complimenti per il coraggio, ma sono certa che vi andrà alla grande anche perchè sono scelte fatte con il cuore e non con il soldo, quindi okkkkkessimo! E ha ragione Paola…qui in Australia io cibo non è buono 🙂

  11. Io vi ammiro moltissimo per la vostra scelta di vita, cercare anche di dare un futuro migliore al proprio figlio è da apprezzare! Non tutto hanno il coraggio di farlo…quindi complimenti davvero!

  12. Vivere all’estero fa sempre bene.
    Io l’ho fatto per quasi 10 anni e ora, dopo 10 anni di Italia, sto ripensando di andarmene.

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